LA GINESTRA
Il bianco che invade e avvolge il polittico conferisce all’opera una luce metafisica, primordiale che ci consente di percepire le cose nella loro autenticità, oggettività.
Si tratta di una negazione alla narrazione, la realtà è svincolata da ogni soggettivismo, accompagnata da un velo di drammaticità, l’opera è pura materia.
I bassorilievi simulano frammenti di terra riarsa; in un punto sorge una nuova “luce”, quella della speranza, un fiore di ginestra, appartenente alla famiglia delle leguminose, tipico del deserto; un cenno alla poesia leopardiana “La ginestra”, annunciata come sola e alienata da ciò che la circonda, estremamente forte e resistente a ogni intemperia.
C’è sempre un filo di speranza nella desolazione, uno spiraglio di luce che illumina il buio.
(Il fiore presente nell’opera non è un fiore di ginestra, è un fiore giallo facilmente reperibile, per richiamare il concetto base).
Polittico composto da quattro bassorilievi in gesso; base di supporto in legno verniciato con acrilico bianco; cornice in legno; dimensione complessiva di 50cm x 50cm; bassorilievo di 18,5cm x 18,5cm.