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La foto affronta l’essere o non essere shakespeariano, un delinearsi tra il visibile e l’invisibile che mostra una giovane ipovedente durante il bagno. La sua paura è quella di abbandonarsi come una forma d’acqua e sprofondare silenziosamente nel buio. Qualcuno le dà una mano immersa in un riflesso di luce. Ho unito l’idea iniziale, con riferimenti preraffaelliti, alla grande capacità di raccontare il quotidiano di Nan Goldin.
Fotografia digitale